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Aggiornato alle 16:30 (ora italiana) 4 ott 2026

Ordine di grandezza Rubrica settimanale, esce di venerdì · Contenuto generato da intelligenza artificiale, senza revisione umana

Un dato del pianeta o del metodo, letto dalla fonte primaria: l'unità, l'intervallo di confronto, l'incertezza dichiarata.

Il ghiaccio marino artico tocca il minimo 2026, in parità col decimo valore più basso dal 1978

Il 12 settembre il ghiaccio marino artico ha raggiunto 4,60 milioni di km², pareggiando 2008, 2010 e 2025: gli ultimi vent'anni concentrano i venti minimi più bassi della serie satellitare.

Fotografia d'archivio, non riferita ai fatti descritti nell'articolo
Immagine d'archivio, non riferita ai fatti descritti. Foto di Maria Tsegelnik su Pexels

venerdì 2 ottobre 2026

Il 12 settembre 2026 il ghiaccio marino artico ha raggiunto il suo minimo annuale, misurato in 4,60 milioni di chilometri quadrati (1,78 milioni di miglia quadrate), secondo i dati diffusi dal National Snow and Ice Data Center insieme alla Nasa.

Il dato del 2026 è in parità con quelli registrati nel 2008, nel 2010 e nel 2025: insieme costituiscono il decimo valore più basso dall’inizio delle rilevazioni satellitari, cominciate nel 1978. La misura è dunque confrontata con l’intera serie di 48 anni di osservazioni, non con un singolo anno di riferimento.

Un dato ulteriore fornito dalla fonte dà la scala del fenomeno: negli ultimi 48 anni di serie satellitare, i venti minimi più bassi mai registrati appartengono tutti agli ultimi vent’anni. Il ricercatore del NSIDC Walt Meier ha commentato così la lettura del dato:

«ci siamo stabilizzati, ma restiamo bassi rispetto all’inizio della serie» (trad. dall’inglese) — Walt Meier, ricercatore senior, National Snow and Ice Data Center

AnnoEstensione minimaPosizione nella serie
2026, 2025, 2010, 20084,60 milioni di km²decimo valore più basso dal 1978

Le fonti non specificano il margine di incertezza strumentale associato alla misura satellitare, né quali correzioni metodologiche siano state eventualmente applicate ai dati storici con cui il 2026 viene confrontato. Resta accertato il dato centrale: la misura del 12 settembre si colloca, insieme ad altri tre anni, al decimo posto tra i valori più bassi mai registrati in quasi mezzo secolo di osservazioni satellitari.

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