Legge elettorale, la Camera respinge le pregiudiziali: voto finale l'8 ottobre
Bocciate a scrutinio segreto le eccezioni di costituzionalità delle opposizioni. Il governo porrà la fiducia il 5 ottobre sui primi tre articoli, poi l'aula vota il testo definitivo.
L’Aula della Camera ha respinto il 1° ottobre le pregiudiziali di costituzionalità presentate dalle opposizioni contro la riforma della legge elettorale, con 229 voti contrari e 151 favorevoli. Il voto si è svolto a scrutinio segreto, come previsto per questo tipo di votazioni sulle pregiudiziali.
Della riforma il giornale aveva seguito il passaggio al Senato, dove era stata approvata in via definitiva per quel ramo del Parlamento: ne abbiamo scritto il 15 settembre. Il testo era poi tornato a Montecitorio per la terza lettura, passaggio necessario in un sistema bicamerale quando le modifiche introdotte da un ramo del Parlamento richiedono una nuova lettura dell’altro.
Con le pregiudiziali bocciate, il percorso parlamentare entra nella fase conclusiva. La conferenza dei capigruppo ha fissato il voto finale sulla legge elettorale per giovedì 8 ottobre: le dichiarazioni di voto sono previste dalle 10.30, lo scrutinio alle 12.30.
Prima di arrivare a quel passaggio, il governo porrà la questione di fiducia lunedì 5 ottobre sui primi tre articoli del testo, quelli relativi alle preferenze e al collegio del Trentino — gli stessi nodi su cui si erano concentrati gli scontri più accesi durante l’esame al Senato, dalle preferenze multiple ai capilista bloccati. Il ricorso alla fiducia su questi articoli segnala l’intenzione dell’esecutivo di blindare i punti più contestati del testo prima del voto conclusivo.
Il calendario che porta al voto dell’8 ottobre chiude quindi l’iter della riforma, al termine di mesi di esame che hanno attraversato prima la commissione Affari costituzionali del Senato e poi l’Aula di palazzo Madama, prima del ritorno a Montecitorio per la lettura definitiva. Il voto di giovedì chiuderà, salvo nuovi passaggi, il percorso parlamentare della riforma.
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