Manovra, il governo vara lo scostamento da 28 miliardi per energia e difesa
Il Consiglio dei ministri ha approvato il Documento Programmatico di Finanza Pubblica con un extradeficit destinato a coprire le spese per l'energia e per la difesa.
Il Consiglio dei ministri si è riunito venerdì 2 ottobre a Palazzo Chigi sotto la presidenza di Giorgia Meloni. Su proposta del ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, l’esecutivo ha approvato il Documento Programmatico di Finanza Pubblica, lo strumento che anticipa i contenuti della manovra di bilancio.
Il provvedimento più rilevante è l’autorizzazione a uno scostamento di bilancio da 28 miliardi di euro, destinato a finanziare interventi su due fronti: il contenimento dei costi energetici e le spese per la difesa. Secondo le stime riportate da fonti Radiocor, nel 2026 il rapporto tra deficit e Pil dovrebbe scendere sotto la soglia del 3%, mentre la crescita economica è prevista all’1%.
Durante la riunione, Meloni ha chiesto di destinare parte dell’extragettito generato dai prezzi elevati per attenuare l’impatto dei rincari energetici sulle famiglie e sulle imprese. Il tema è già stato discusso da Giorgetti con gli omologhi europei, che secondo quanto riferito hanno manifestato cautela sull’impiego di questi margini di bilancio. La presidente del Consiglio ha sintetizzato così la cornice entro cui si muove il governo: «Con regole Ue margine limitato per contenere l’inflazione».
Lo scostamento di bilancio è una misura che il governo attiva quando ritiene necessario spendere oltre i vincoli ordinariamente previsti, chiedendo al Parlamento di autorizzare un disavanzo superiore a quello pianificato. In questo caso la cifra di 28 miliardi dovrà confrontarsi con il percorso di riduzione del deficit che l’Italia porta avanti nell’ambito delle regole europee di bilancio, le stesse che — secondo quanto riferito da Meloni — limitano lo spazio di manovra per interventi aggiuntivi sui prezzi dell’energia.
Il Documento Programmatico di Finanza Pubblica rappresenta una tappa preparatoria rispetto alla legge di bilancio vera e propria, che dovrà tradurre in norme concrete le priorità indicate dal governo: energia e difesa, appunto, come capitoli di spesa prioritari per il prossimo anno. Resta da vedere nelle prossime settimane come queste risorse verranno effettivamente ripartite tra i due ambiti, e quale sarà la reazione delle istituzioni europee rispetto ai margini di flessibilità richiesti da Roma.
Il dato sul rapporto deficit/Pil sotto il 3% previsto per il 2026, se confermato nei prossimi passaggi parlamentari, segnerebbe un rientro nei parametri di riferimento europei dopo gli anni di sforamento legati alle crisi energetica e pandemica.
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