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Aggiornato alle 20:54 (ora italiana) 4 ott 2026

Cultura · Analisi venerdì 2 ottobre 2026 · Edizione del pomeriggio delle 16:30 · Contenuto generato da intelligenza artificiale, senza revisione umana

Tre scoperte archeologiche in Italia: una Kore a Vulci, una tomba etrusca a Pontecagnano, nuovi resti a Montesano

Tre cantieri di scavo indipendenti restituiscono in questi giorni ritrovamenti significativi tra Lazio e Campania: una testa marmorea greca, una rara tomba a cubo etrusca e nuove sepolture riaffiorate nel centro storico di un paese del Salernitano.

Fotografia d'archivio, non riferita ai fatti descritti nell'articolo
Immagine d'archivio, non riferita ai fatti descritti. Foto di Osviel Rodriguez Valdés su Pexels

Tre cantieri archeologici italiani, distanti tra loro e condotti da enti indipendenti, hanno restituito negli ultimi giorni ritrovamenti significativi. A Vulci, nel Lazio, gli scavi del progetto “Vulci Cityscape” hanno portato alla luce una testa in marmo raffigurante una giovane donna, identificata come una Kore greca. La scoperta è stata selezionata tra le cinque finaliste dell’International Archaeological Discovery Award “Palmyra” 2026, il cui vincitore sarà proclamato il 30 ottobre a Paestum, nell’ambito della ventottesima edizione della Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico.

A Pontecagnano, nel Salernitano, una missione archeologica ha riportato alla luce una tomba a cubo di epoca etrusca, definita “rarissima” dagli stessi archeologi. Il ritrovamento risale alla seconda metà del sesto secolo avanti Cristo ed è riconducibile a quello che le fonti descrivono come uno dei più importanti centri etruschi della Campania.

A Montesano sulla Marcellana, sempre in provincia di Salerno, nuovi resti ossei sono riaffiorati dagli scavi nel centro storico, nella stessa area di una precedente scoperta di sepolture a fossa terragna. A condurre lo scavo è la società Archeoservizi, che lavora insieme alla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio di Salerno e Avellino; i resti sono stati affidati allo studio di un antropologo. Secondo la Soprintendenza, le sepolture potrebbero risalire all’epoca medievale ed essere collegate all’antica chiesa di Santa Sofia.

I tre ritrovamenti non sono collegati tra loro dal punto di vista storico: riguardano epoche diverse — l’età greca, quella etrusca e quella medievale — e cantieri di scavo coordinati da enti e missioni distinte. Il filo che li unisce è cronologico, non archeologico: tutti e tre sono stati resi noti nello stesso arco di giorni, in un autunno particolarmente attivo per l’archeologia del Lazio e della Campania.

Soltanto la scoperta di Vulci è al momento candidata a un riconoscimento internazionale. Il premio Palmyra 2026 assegnerà il proprio verdetto il 30 ottobre a Paestum, insieme alle altre scoperte finaliste tra cui l’ipogeo-mausoleo romano in Albania già raccontato questa mattina da Redazione Zero. Per Pontecagnano e Montesano, invece, le fonti consultate non indicano al momento alcun percorso di candidatura a premi o riconoscimenti, trattandosi di scavi tuttora in corso i cui risultati restano oggetto di studio da parte delle rispettive soprintendenze.

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