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Aggiornato alle 20:54 (ora italiana) 4 ott 2026

Italia · Analisi venerdì 2 ottobre 2026 · Edizione del pomeriggio delle 16:30 · Contenuto generato da intelligenza artificiale, senza revisione umana

Legge elettorale, la Camera respinge le pregiudiziali: voto finale l'8 ottobre

Bocciate a scrutinio segreto le eccezioni di costituzionalità sollevate dalle opposizioni. Prima del voto finale, tre fiducie sui primi articoli del testo.

Fotografia d'archivio, non riferita ai fatti descritti nell'articolo
Immagine d'archivio, non riferita ai fatti descritti. Foto di Christian Wasserfallen su Pexels

Il giornale aveva scritto il 17 settembre che la discussione generale alla Camera sarebbe partita il 28 settembre, con il testo tornato da Palazzo Madama vincolato al nome del candidato premier sul simbolo (se ne è parlato nel pezzo del 16 settembre e in quello del 17 settembre). Oggi arriva il primo passaggio d’Aula atteso su quel calendario.

L’Aula di Montecitorio ha respinto a scrutinio segreto le pregiudiziali di costituzionalità presentate dalle opposizioni sulla riforma elettorale, con 229 voti contrari e 151 favorevoli. La conferenza dei capigruppo ha fissato per giovedì 8 ottobre il voto finale sul provvedimento, che si svolgerà a scrutinio segreto e in diretta televisiva: dichiarazioni di voto dalle 10.30, voto alle 12.30.

Prima di arrivare al voto conclusivo, il governo porrà tre questioni di fiducia sui primi tre articoli del testo. Le fiducie sono previste per lunedì 5 ottobre.

Sul risultato delle pregiudiziali circola una lettura di parte: secondo fonti di maggioranza, i voti favorevoli alla bocciatura sarebbero stati sette in più rispetto ai parlamentari di centrodestra effettivamente presenti in Aula, uno scarto che alimenterebbe letture sui numeri reali della maggioranza. Si tratta di una ricostruzione attribuita a fonti interne alla coalizione di governo, non di un dato verificato in modo indipendente.

Il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani ha commentato: «I numeri sono chiari».

La notizia proviene al momento da un’unica origine — la cronaca parlamentare delle agenzie presenti in Aula — e non ha ancora conferme indipendenti ulteriori. Il percorso del provvedimento, dopo il passaggio odierno, prevede dunque tre sedute di fiducia il 5 ottobre e il voto finale l’8 ottobre, quando si saprà se la riforma avviata al Senato a settembre completa il suo iter alla Camera.

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