Due mausolei, due continenti: l'archeologia funeraria tra Albania e Perù
Un ipogeo romano nella Valle del Bulqize e un sepolcro Chimù nel sito di Chan Chan ampliano la mappa delle scoperte funerarie del 2025, tra candidature a premio e scavi istituzionali.
Due ritrovamenti distanti migliaia di chilometri raccontano, nello stesso periodo, come l’archeologia funeraria continui a restituire informazioni su civiltà diverse per epoca e continente. In Albania, nella Valle del Bulqize, è stato rinvenuto un ipogeo-mausoleo di epoca romana. La scoperta è entrata tra i cinque finalisti del premio dedicato alle scoperte archeologiche del 2025, che verrà assegnato il 30 ottobre nell’ambito della Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico di Paestum, l’appuntamento italiano che ogni anno mette a confronto i principali ritrovamenti internazionali.
Dall’altra parte del pianeta, in Perù, il ritrovamento riguarda il complesso murato di Utzh An, all’interno del sito di Chan Chan, la grande città di fango essiccato che fu capitale del regno Chimù prima della conquista incaica. Qui è stato individuato un mausoleo funerario attribuito alla stessa civiltà Chimù. Lo scavo è frutto del lavoro del Proyecto Especial Complejo Arqueológico Chan Chan, l’iniziativa promossa dal Ministero della Cultura peruviano per la tutela e lo studio sistematico del sito, patrimonio dell’umanità riconosciuto dall’UNESCO per l’estensione e la complessità del suo impianto urbano.
I due casi non sono collegati tra loro se non per la natura del ritrovamento — entrambi mausolei, entrambi legati a riti funerari di élite — e per la tempistica con cui sono stati resi pubblici. Nel caso albanese, la scoperta acquisisce rilievo anche per il meccanismo di selezione: la Borsa di Paestum non si limita a registrare un ritrovamento, ma lo mette in competizione con altri quattro candidati internazionali, in un confronto che ogni anno aiuta a tracciare una mappa aggiornata delle priorità della ricerca archeologica mediterranea. Sapere quali scavi vengono proposti, da quali enti e con quali argomentazioni, dice qualcosa anche sulle gerarchie e sulle risorse che oggi orientano la disciplina.
Il caso peruviano, al contrario, nasce interamente dentro un progetto statale di tutela già avviato: non una scoperta isolata, ma il prodotto di un programma di scavo continuativo su un sito che il Perù considera patrimonio nazionale da proteggere e valorizzare. Chan Chan, costruita dal regno Chimù prima di essere assorbita dall’impero Inca nel Quattrocento, resta uno dei più grandi insediamenti precolombiani di fango essiccato mai realizzati, e ogni nuovo ambiente portato alla luce — come questo mausoleo nel complesso di Utzh An — si inserisce in una stratigrafia di ricerca che dura da decenni.
Va segnalato che, al momento, la notizia di entrambi i ritrovamenti proviene da un’unica origine (Artribune, che riprende informazioni diffuse dal Ministero della Cultura peruviano e dagli organizzatori della Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico): non è disponibile allo stato attuale una conferma indipendente dei dettagli degli scavi, né una descrizione più ampia dei reperti rinvenuti in Albania e in Perù.
Resta il fatto che la selezione dei cinque finalisti per Paestum verrà sciolta il 30 ottobre, data che permetterà di verificare se il mausoleo della Valle del Bulqize riceverà il riconoscimento o se la competizione premierà uno degli altri candidati in corsa.
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