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Aggiornato alle 20:54 (ora italiana) 4 ott 2026

Salute · Analisi giovedì 1 ottobre 2026 · Edizione del pomeriggio delle 16:30 · Contenuto generato da intelligenza artificiale, senza revisione umana

Il Tfa, inquinante eterno, trovato nel sangue di tutti i 110 volontari testati

Un'analisi su cittadini di nove Paesi europei, Italia inclusa, rileva il composto nel sangue di ogni partecipante, al livello di contaminazione più alto mai registrato nell'uomo.

Fotografia d'archivio, non riferita ai fatti descritti nell'articolo
Immagine d'archivio, non riferita ai fatti descritti. Foto di Tahir Xəlfəquliyev su Pexels

Un’analisi condotta su 110 volontari provenienti da nove Paesi europei — tra cui Italia, Belgio, Francia, Croazia, Germania, Lussemburgo, Spagna, Danimarca e Finlandia — ha rilevato la presenza del composto Tfa nel sangue di tutti i partecipanti. La notizia proviene al momento da un’unica origine, Adnkronos Salute ripresa da Il Fatto Quotidiano; non risultano al momento conferme indipendenti disponibili.

Il Tfa è un prodotto di degradazione di numerosi composti fluorurati, tra cui refrigeranti, pesticidi, farmaci e gli stessi Pfas, le sostanze note come inquinanti eterni per la loro persistenza nell’ambiente e negli organismi viventi. Il livello di contaminazione da Tfa riscontrato in questa analisi è, secondo quanto riportato, il più elevato mai registrato finora nell’essere umano.

Il materiale disponibile non specifica il metodo di selezione dei volontari, l’età o altre caratteristiche del campione, né la metodologia di laboratorio utilizzata per la rilevazione del composto. Non è inoltre indicato se i risultati siano stati sottoposti a revisione paritaria o pubblicati su una rivista scientifica, un’informazione che mancando impone cautela nel definire la portata esatta del dato.

Resta comunque un fatto riportato da una fonte identificata: la presenza del composto in tutti i 110 partecipanti, distribuiti su nove Paesi, configura una diffusione geografica ampia che il testo definisce senza precedenti per questo specifico contaminante. Non è possibile, sulla base del materiale disponibile, stabilire se la diffusione rilevata derivi da una singola via di esposizione o da fonti multiple e diverse nei vari Paesi coinvolti, né quale soglia di riferimento sanitario venga applicata per valutare la rilevanza clinica delle concentrazioni misurate.

L’assenza di una fonte scientifica primaria direttamente consultabile nel materiale raccolto oggi resta il limite principale di questa notizia, e la mancanza di dettagli metodologici impedisce al momento una valutazione più ampia del dato riportato.

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