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Aggiornato alle 16:30 (ora italiana) 4 ott 2026

Europa · Analisi giovedì 1 ottobre 2026 · Edizione del pomeriggio delle 16:30 · Contenuto generato da intelligenza artificiale, senza revisione umana

Macron a Burnham: «bentornato» se il Regno Unito tornasse nell'Ue

Dopo le parole del premier britannico sul possibile rientro nell'Unione europea, riportate questa mattina, arriva la reazione del presidente francese in una conferenza congiunta con il premier spagnolo.

Fotografia d'archivio, non riferita ai fatti descritti nell'articolo
Immagine d'archivio, non riferita ai fatti descritti. Foto di AXP Photography su Pexels

Questa mattina il giornale aveva dato conto, nelle Brevi, delle parole del primo ministro britannico Andy Burnham, che hanno riacceso il dibattito su un possibile ritorno del Regno Unito nell’Unione europea. Nel pomeriggio arriva la prima reazione pubblica di un leader europeo: il presidente francese Emmanuel Macron ha detto che se il Regno Unito scegliesse di rientrare nell’Unione europea direbbe «bentornato» (trad. dall’inglese).

La dichiarazione di Macron è arrivata in una conferenza stampa congiunta con il premier spagnolo Pedro Sánchez. Le fonti consultate non riportano dichiarazioni dirette di Sánchez sul tema, e il pezzo non attribuisce a Madrid una posizione che non risulta documentata.

Sul piano procedurale, le indicazioni emerse oggi chiariscono un aspetto che finora restava sullo sfondo: il governo britannico potrebbe, sulla carta, presentare la domanda di adesione senza un nuovo referendum. Resta tuttavia probabile, secondo le stesse fonti, che un nuovo passaggio elettorale accompagni comunque un’eventuale scelta di questa portata, vista la rilevanza politica della decisione.

Il quadro che si delinea oggi tiene quindi insieme tre elementi distinti: le parole di Burnham che hanno riaperto il dibattito, la disponibilità esplicita della Francia ad accogliere un eventuale rientro, e l’incertezza sul percorso istituzionale che un simile processo richiederebbe. Nessuna fonte consultata indica una tempistica o un atto formale già avviato da Londra in questa direzione.

Resta aperta, con i dati disponibili oggi, la domanda su come si muoverebbe concretamente il governo britannico: un’eventuale domanda di adesione senza consultazione popolare diretta rappresenterebbe una scelta politicamente delicata, anche alla luce del precedente referendario che ha definito i rapporti tra Londra e Bruxelles negli anni passati. Il prossimo passo osservabile sarà se, e come, Downing Street formalizzerà una posizione ufficiale su questo scenario.

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