Borse europee in calo, inflazione in risalita e petrolio in rimbalzo pesano sui listini
Il Ftse Mib chiude in calo dello 0,84% mentre il Brent sale del 2,6% dopo il rifiuto di Trump a una tregua con l'Iran, in una seduta segnata anche dalla risalita dei prezzi in diverse economie europee.
Il Ftse Mib ha chiuso in calo dello 0,84% a 51.371 punti, con flessioni registrate anche per Dax, Ftse 100, Cac 40 e Ibex 35. La seduta è stata segnata da due fattori che si sono sommati: la risalita dell’inflazione in alcune delle principali economie europee e il rimbalzo del prezzo del petrolio, con il Brent in progresso del 2,6% a 98,7 dollari al barile. La notizia proviene al momento da un’unica origine — la ricostruzione di MilanoFinanza a partire da dati di mercato di Borsa Italiana e Refinitiv — senza conferma indipendente disponibile.
Il rialzo del greggio non è isolato: si inserisce in un movimento più ampio innescato dal rifiuto del presidente statunitense Donald Trump a una proposta iraniana di tregua di sette giorni, che prevedeva la riapertura dello Stretto di Hormuz. Gli indici futures statunitensi sono scesi mentre il petrolio saliva, riaccendendo i timori sull’offerta globale di energia e sui possibili effetti sull’inflazione negli Stati Uniti. Anche questo secondo dato si basa su un’unica origine — InfoMoney — e va letto con la stessa cautela riservata al primo.
I due elementi, pur provenendo da fonti distinte, descrivono lo stesso meccanismo da due angolazioni diverse: da un lato la reazione immediata dei mercati azionari europei, dall’altro la dinamica del mercato petrolifero legata alle tensioni tra Stati Uniti e Iran. L’inflazione in risalita in Europa e il rincaro dell’energia si alimentano a vicenda, in un contesto in cui il conflitto in Medio Oriente continua a pesare sulle aspettative di chi investe.
Non è possibile, sulla base del materiale disponibile, stabilire se il rimbalzo del petrolio sia destinato a consolidarsi nei prossimi giorni né quale sarà l’effetto complessivo sui tassi di interesse in Europa. Il dato che resta accertato è quello di chiusura: tutti i principali listini del Vecchio Continente hanno terminato la seduta in territorio negativo.
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