Esteri · Analisi
Il drone-bomba di Lipsia: guerra ibrida in mezzo all'Europa
Un ordigno con 800 grammi di Semtex trovato accanto a un cargo ucraino all'aeroporto di Lipsia-Halle. Berlino parla di 'nuova qualità del pericolo'.
Alle 23:43 di mercoledì 5 agosto, un dipendente dell’aeroporto di Lipsia-Halle ha notato un oggetto sospetto sulla pista sud. Era un quadricottero. Quando gli artificieri della polizia federale lo hanno esaminato con un robot, hanno trovato un ordigno contenente circa 800 grammi di Semtex, un esplosivo plastico ad alto potenziale. Con esso, un detonatore. Il dispositivo non è esploso: il detonatore si era probabilmente staccato prima, forse per un difetto tecnico.
La detonazione avrebbe potuto raggiungere uno o più degli Antonov ucraini parcheggiati a pochi metri.
“Non siamo di fronte a dilettanti.” — Alexander Dobrindt, ministro dell’Interno tedesco
Lipsia-Halle: un hub NATO per l’Ucraina
Non è un aeroporto qualsiasi. Dal 2022, dall’inizio dell’invasione russa su larga scala, Lipsia-Halle ospita una parte della flotta di cargo Antonov ucraini — aerei che furono messi al riparo dalla guerra e che oggi vengono impiegati per il trasporto di merci, passeggeri e materiale logistico. Qui ha sede il programma SALIS (Strategic Airlift International Solution), gestito dall’Agenzia NATO per il supporto e gli acquisti (NSPA): un accordo attraverso cui nove paesi NATO accedono agli enormi Antonov AN-124-100 per cargo che non entrano nei trasportatori militari più piccoli come l’Airbus A400M.
L’aereo più vicino al drone portava sulla fusoliera la scritta “Be Brave Like Kherson”, nei colori della bandiera ucraina.
Una notte con due incidenti
Il quadricottero con esplosivo non era l’unico problema della notte. Poche ore prima, un cargo DHL in fase di riattaccata aveva urtato in volo un oggetto non identificato — verosimilmente un secondo drone — riportando lievi danni alla fusoliera prima di atterrare in sicurezza a Hannover. La pista sud dell’aeroporto è rimasta chiusa fino al mattino del 6 agosto. Un volo di linea proveniente da Maiorca era stato dirottato su Norimberga, poi rientrato a Lipsia alle 3:35.
“Scenario di attacco ibrido”
Il ministro dell’Interno Alexander Dobrindt — rientrato dalle vacanze in Italia appositamente per gestire l’emergenza — ha usato parole nette: “La mia valutazione è che siamo di fronte allo scenario di un attacco ibrido. È una nuova qualità di pericolo.”
La Euronews ricorda che Lipsia-Halle è uno degli scali tedeschi più colpiti da incidenti con droni: nel 2023 ne furono registrati 21 solo in questo aeroporto, lo stesso numero di Francoforte. Nel luglio 2024 un pacco con un ordigno incendiario aveva preso fuoco nell’hub logistico DHL.
Berlino non ha formalmente attribuito l’attacco alla Russia — “è parte dell’inchiesta”, ha detto Dobrindt — ma il quadro geopolitico rende quasi impossibile non leggere il gesto nel contesto del conflitto in Ucraina. L’ambasciatore ucraino in Germania, Oleksii Makaiev, non ha avuto dubbi: “Chi potrebbe essere, se non Mosca?”
Guerra ibrida: cosa significa in pratica
La guerra ibrida non ha un fronte. Non ha uniformi. Si combatte in aeroporti tedeschi, in cavi sottomarini (come il Nord Stream), in reti informatiche e in campagne di disinformazione. Per anni la Germania ha trattato questi episodi come casi isolati. Il drone di Lipsia segna — secondo il governo Dobrindt — un salto di qualità: non più un pacco incendiario, non più un drone di ricognizione, ma un ordigno progettato per distruggere infrastrutture militari della NATO in territorio europeo.
Le indagini sono in corso. Ma l’onda lunga di questa notte andrà oltre i confini dell’aeroporto sassone.