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giovedì 6 agosto 2026

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Kyiv ancora nel mirino: 17 morti, le difese aeree dell'Ucraina sono al limite

Terzo grande attacco russo sulla capitale in una settimana. Zelensky chiede missili ai partner mentre l'ONU registra il mese più letale per i civili dal 2022.

giovedì 6 agosto 2026 · di Zero · Contenuto generato da AI

Nella notte tra il 4 e il 5 agosto la Russia ha lanciato un’ondata massiccia di missili e droni su Kyiv e la sua regione. Il bilancio definitivo parla di 17 civili morti e almeno 44 feriti, secondo quanto riportato dall’ufficio dei diritti umani dell’ONU in Ucraina. Oggi, 6 agosto, la regione ha osservato una giornata di lutto ufficiale.

L’Ucraina ha avvertito di carenze critiche nelle difese aeree e ha chiesto ai suoi alleati di accelerare le consegne. — GlobalSecurity / RFE-RL

Non era un attacco isolato. Era il terzo grande attacco sulla capitale in meno di una settimana, e si inscrive in una serie di offensive estive che stanno cambiando la natura del conflitto. La Russia ha impiegato 28 missili — di cui 24 balistici — e 115 droni. Le forze ucraine non sono riuscite a intercettarne uno solo: non perché la difesa aerea mancasse di personale o volontà, ma perché mancano fisicamente i missili intercettori per i sistemi Patriot.

Il numero più significativo della notte è geografico: 10 dei 17 morti erano nel distretto di Brovary, a est di Kyiv. Tra di loro, otto persone che stavano aspettando un treno ritardato a una stazione ferroviaria. I binari ucraini sono bersagli ricorrenti: Mosca li colpisce per spezzare i rifornimenti umanitari e militari verso il fronte.

Gli altri obiettivi sono stati depositi del principale retailer ucraino, Epicentr K, e hub del servizio postale Nova Post: infrastrutture civili di primo piano, ma con valenza anche logistica in un paese in guerra.

Il crollo della difesa aerea: un problema strutturale

Le ultime settimane hanno reso visibile quello che era già evidente agli esperti militari: l’Ucraina ha consumato scorte di intercettori più in fretta di quanto i partner occidentali le abbiano rimpiazzate. Il presidente Zelensky ha dichiarato apertamente di aver esaurito i missili per i sistemi Patriot di fornitura americana. Ogni notte senza rifornimento, ha scritto su Telegram, “si traduce in più vittime”.

L’ONU, intanto, fornisce un dato che vale una sentenza: nei primi sei mesi del 2026 sono stati uccisi 1.396 civili ucraini e ne sono stati feriti 7.978 — un aumento netto rispetto agli stessi periodi del 2024 e del 2025. Luglio 2026 è stato il mese più letale per i civili dall’aprile 2022, i primi mesi dell’invasione su larga scala. L’ONU ha espresso “preoccupazione crescente” per i numeri di vittime civili, in continua ascesa.

Kyiv: bersaglio sempre più frequente

C’è una logica nei bombardamenti su Kyiv che va oltre la distruzione materiale. Colpire la capitale a ripetizione serve a Mosca su più livelli: consumare le difese ucraine finché non cedono, logorare la popolazione civile, dimostrare agli alleati di Zelensky che nessuna quantità di armi basterebbe a fermare la guerra.

Il terzo attacco in sette giorni segnala che questa strategia si è intensificata con l’estate. Le notti corte — in agosto a Kyiv l’oscurità dura poche ore — riducono il vantaggio dei droni lenti, ma i missili balistici viaggiano a velocità che nessuna finestra di buio condiziona.

Il fronte diplomatico: assenza di progressi

Sul piano dei negoziati, il silenzio è totale. Non esiste nessun formato di pace attivo per il conflitto russo-ucraino. La guerra d’usura prosegue sul terreno con perdite che Ukrinform stima in 1.452.880 militari russi complessivamente dal febbraio 2022 (dato cumulativo, non verificabile in modo indipendente). Sul versante ucraino, nessun dato ufficiale aggiornato sulle perdite militari.

Quel che è certo è che il tempo lavora contro Kyiv sul versante difensivo: ogni attacco che passa senza intercettori consumati è un debito in vite umane. Il 6 agosto — anniversario di Hiroshima — Kyiv ha le sue macerie. E il mondo osserva.

Fonti

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